Home CRONACA Crosetto, Fedez e Marta Fascina spiati illecitamente?

Crosetto, Fedez e Marta Fascina spiati illecitamente?

La giornata si apre con una bomba, innescata da un esposto del ministro della Difesa Crosetto, irritato da un quotidiano che ha pubblicato un documento sulla sua dichiarazione dei redditi. La Procura di Perugia, indagando, è risalita al luogotenente della Finanza Pasquale Striano, in precedenza in servizio alla Direzione nazionale antimafia.

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La giornata si apre con una bomba, innescata da un esposto del ministro della Difesa Guido Crosetto, irritato da un quotidiano che ha pubblicato un documento sulla sua dichiarazione dei redditi. La Procura di Perugia, indagando, è risalita al luogotenente della Finanza Pasquale Striano, in precedenza in servizio alla Direzione nazionale antimafia.

Dossieraggio illecito

È accusato di dossieraggio illecito: avrebbe compiuto intrusioni illecite in 800 database statali, dal 2019 a pochi mesi fa. Striano sostiene di essersi mosso in questo senso «solo per motivi di indagine», ma gli inquirenti perugini ritengono di poter configurare il reato di spionaggio. Sarebbe emerso  che il luogotenente andasse a caccia di informazioni sensibili su politici, imprenditori, uomini della finanza.

Tra loro, Matteo Renzi, la deputata e moglie di Silvio Berlusconi, Marta Fascina, i ministri Alfredo Urso e Francesco Lollobrigida, i sottosegretari Giovanbattista Fazzolari e Claudio Durigon. Inoltre Denis Verdini, Irene Pivetti, l’imprenditore Gaetano Caltagirone e persino Fedez. 

La Procura di Perugia ha messo sotto inchiesta sedici persone e un ruolo particolare lo avrebbe il sostituto procuratore della Dna Antonio Laudati, all’epoca dei fatti responsabile della sezione che gestiva le Segnalazioni di operazione sospette (Sos) provenienti dalle banche.

La difesa

Il suo avvocato Andrea Castaldo anticipa: «Risponderemo a tutte le domande, dimostrando e chiarendo la nostra completa estraneità ai fatti contestati. L’attuale vicenda processuale nasce a seguito di una relazione di servizio a firma di Laudati rivolta alla Procura della Repubblica di Roma, nella quale si circostanziavano irregolarità commesse da un ufficiale della Guardia di Finanza».

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