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LA RUSSA DICE MESSA AL TWIGA

Uno, nessuno, centomila Ignazio La Russa. In Senato celebra la pax pasquale con i suoi ricordi di fanciullo

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Uno, nessuno, centomila Ignazio La Russa. In Senato celebra la pax pasquale con i suoi ricordi di fanciullo, al Twiga festeggia con gli indagati Daniela Santanchè e Dimitri Kuntz d’Asburgo attovagliato e satollo, mentre uno pseudososia di Little Tony canta Gloria di Umberto Tozzi.

Non pago, rilascia un’intervista a La Stampa dove ritorna su un’ossessione del centro-destra: la scuola di Pioltello che ha deciso di indire un giorno di festa per la fine del Ramadan

«Non ne faccio una questione ideologica», e forse mente sapendo di mentire. «Ma di regole. Se non si può, non si può. Io sono per il rispetto delle regole e se le regole consentissero di fare festa per il Ramadan, sarebbe stato giusto farla».

«Il ministro Valditara», continua il presidente del Senato, «mi dice che, allo stato attuale, non si possono aggiungere ulteriori giorni di sospensione della didattica, oltre a quelli già a disposizione delle scuole.

«Quindi non si sarebbe dovuto fare, a meno che non si sbagli Valditara. Se poi si vorrà si potrà discutere se cambiare le regole e introdurre la possibilità di feste ulteriori, allora anche di altre religioni, non solo quella islamica».

Prevedibilmente, l’on. La Russa abbraccia la linea di Matteo Salvini, che propone un tetto del 20% agli stranieri nelle aule scolastiche. La giudica «una questione di evidente opportunità: in una classe a prevalenza di studenti nati in Italia si lavora meglio e avviene meglio l’integrazione». Sulla base di quali dati statistici spari quest’affermazione, non è dato sapere.

Si accoda l’amica del cuore Daniela Santanchè, che sappiamo non si schioda dalla poltrona da Ministra, sebbene rinviata a giudizio: «Le università chiudono a Israele, le scuole aprono al ramadan. Questa è l’Italia che vogliono imporci. Ma non ci riusciranno. Buona Pasqua». Immaginiamo abbia espresso il suo conciliante pensiero prima di attovagliarsi al Twiga di Flavio Briatore e fiera della strenua difesa garantitale da Vittorio Feltri.

Torniamo un istante alla Pasqua e a un tweet con tanto di video di Ignazio La Russa, intitolato: “Con l’auspicio che questa Santa Pasqua sia una bellissima giornata di pace”. Nei giorni scorsi in Senato, La Russa si era lasciato andare, ispirato, ai ricordi di quando era piccolo: «Vigeva la consuetudine che coloro che avevano avuto durante l’anno motivi di astio, di lite, facessero la pace. E anzi la gente si incontrava e anche se si conosceva appena, per strada si abbracciava. Perché questo era il senso della Pasqua».

La Messa è finita, andate in pace.

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