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Che coraggio, La Russa e Segre!

Già eravamo rimasti basiti vedendo una accanto all'altro Ignazio La Russa e Liliana Segre, in prima fila sul palco reale alla Prima del Teatro alla Scala. Come dire il diavolo e l'acquasanta. E ora li ritroviamo in visita insieme al Memoriale della Shoah di Milano.

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Già eravamo rimasti basiti vedendo una accanto all’altro Ignazio La Russa e Liliana Segre, in prima fila sul palco reale alla Prima del Teatro alla Scala. Come dire il diavolo e l’acquasanta. E ora li ritroviamo in visita insieme al Memoriale della Shoah di Milano. Non ci permettiamo di dubitare sulla buona fede della senatrice a vita scampata all’Olocausto, forse è soltanto un po’ ingenua e non la sfiora l’idea che la si possa strumentalizzare per ragioni di immagine.

Domanda svilente per La Russa

Il presidente del Senato ci rifila uno dei suoi rauchi pipponi sulla diaspora ebraica, sostenendo che «ciò che è avvenuto è stato senza ombra di dubbio il male assoluto, quindi grazie per averci dato questa testimonianza viva, che vale più di qualunque altro modo di ricordare quei drammatici eventi». Quindi tesse lodi sperticate di Liliana Segre: «La ringrazio per questa grande opportunità che ha dato a tutti noi di vivere questa occasione, questo momento, con la passione, col dolore, con la considerazione che cerca di spazzare via quella indifferenza che, giustamente, lei ha voluto sottolineare nel suo intervento». Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, così basta la domanda di un giornalista sulla sua vena antifascista e La Russa si smaschera: «Buongiorno a tutti», replica lapidario, poi ciaone a tutti. Sibilando all’incauto cronista: «Non svilisca queste occasioni».

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