Home CRONACA Bambini in giubbino antiproiettile a fare esercitazioni militari: un pessimo segnale

Bambini in giubbino antiproiettile a fare esercitazioni militari: un pessimo segnale

Forse il genio dell’Esercito che ha avuto la brillante idea di organizzare un fondamentale evento a Gioia del Colle non era un drago in Storia, a scuola. Prendere bambini delle elementari e impegnarli in esercizi di military fitness (chissà che cavolo sarebbe…), bardati nei giubbini antiproiettile, distribuire loro volantini su come diventare soldati e poi? Illuminarli su che cosa abbiano rappresentato i Balilla nella Storia della Repubblica no?

Forse il genio dell’Esercito che ha avuto la brillante idea di organizzare un fondamentale evento a Gioia del Colle non era un drago in Storia, a scuola. Prendere bambini delle elementari e impegnarli in esercizi di military fitness (chissà che cavolo sarebbe), bardati nei giubbini antiproiettile, distribuire loro volantini su come diventare soldati e poi? Illuminarli su che cosa abbiano rappresentato i Balilla nella Storia della Repubblica no? 

Un’interrogazione parlamentare in vista

Basta aprire la Treccani per capire: “Durante il regime fascista, nome dato ai ragazzi tra gli otto e i quattordici anni, organizzati in formazioni di tipo paramilitare nell’Opera Nazionale Balilla”. Apprendendo la notizia del simpatico evento in piazza, la deputata Elisabetta Piccolotti (Alleanza Verdi e Sinistra) è saltata sulla sedia.

Promette di presentare un’interrogazione parlamentare ai ministri dell’Istruzione e della Difesa: “Mi chiedo se queste pratiche siano appoggiate dal governo”, dichiara la deputata. “Pensavamo che il tempo delle marce a scuola e dell’inquadramento militare di bambini e bambine fosse una triste pratica da consegnare ai libri di storia, testimonianza di un passato oscuro e da dimenticare. E invece capita in Puglia, a Gioia del Colle, che l’esercito italiano organizzi prove di ‘military fitness’ per bambini delle elementari, con tanto di alzabandiera, con sindaco e preside in piazza.

Una specie di campagna di arruolamento – sottolinea Piccolotti – in cui vengono distribuiti opuscoli su come si diventa soldati. E pare che non sia un caso isolato. Davvero viene considerato normale che i bambini e le bambine imparino a giocare alla guerra? Davvero vogliamo che prendano confidenza con strumenti di morte? La scuola dovrebbe essere un luogo in cui si educa alla pace e alla risoluzione pacifica dei conflitti. Trovo vergognoso far salire bambini su mezzi militari e far indossare loro giubbotti antiproiettile. Già un anno fa, in una conferenza stampa dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole, avevamo chiesto di fermare questi progetti: perché il governo non è ancora intervenuto?». Aggiungeremmo: perché le famiglie di questi bambini non li hanno protetti da questa pagliacciata?

Bambini al fronte

E fin qui, in un certo senso, abbiamo scherzato. Parliamo sul serio: sapete in quanti Paesi i bambini vanno davvero al fronte armati fino ai denti ingaggiano reali conflitti a fuoco? Diciotto: Afghanistan, Camerun, Colombia, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, India, Iraq, Mali, Myanmar, Nigeria, Libia, Filippine, Pakistan, Somalia, Sudan, Sud Sudan, Siria e Yemen.

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