Vittorio Sgarbi lo ha annunciato così: “Mi dimetto con effetto immediato da sottosegretario alla Cultura”. Ha dato la notizia a un evento che si sta tenendo a Milano, ideato da Nicola Porro e dal titolo “La ripartenza”
Le dimissioni di Sgarbi
“Mi dimetto con effetto immediato da sottosegretario del governo e lo comunicherò nelle prossime ore alla Meloni. Mi dimetto e lo faccio per voi. Adesso sono solo Sgarbi, non sono più sottosegretario. L’Antitrust ha mandato una molto complessa e confusa lettera dicendo che aveva accolto due lettere anonime, che ha inviato all’Antitrust il ministro della Cultura, in cui c’era scritto che io non posso fare una conferenza da Porro”.
E in merito agli insulti alla stampa, non ultimo quello ai danni del giornalista di Report: “Non mi devo scusare con nessuno, ho espresso le mie imprecazioni come fa chiunque”. E a chi gli chiedeva quale fosse, in seguito alla sue reazioni, l’immagine di lui che arriva all’estero, Sgarbi risponde: “Dobbiamo chiederlo all’estero. Il sottosegretario non ha rilasciato nessuna intervista quindi quelle erano immagini rubate. E uno nel suo privato può dire quello che vuole. Non rifarei l’intervista anche perché non l’ho fatta. E comunque il giornalista non morirà per questo. Quest’ultima affermazione si riferisce a quando aveva augurato la morte a chi lo stava intervistando.
L’esultanza dei 5 Stelle
“Ce l’abbiamo fatta”, dicono i parlamentari del Movimento 5 Stelle. “Le dimissioni di Sgarbi con effetto immediato sono una buona notizia per tutto il Paese. È il risultato concreto di tutti gli sforzi che il Movimento 5 Stelle ha messo in campo in questi mesi rispetto ad una delle questioni morali più eclatanti tra quelle che attanagliano il governo. Evidentemente Giorgia Meloni e il suo governo non potevano reggere alla mozione presentata dal Movimento 5 Stelle e dalla pressione mediatica anche internazionale che il suo caso ha suscitato. Oggi è un bel giorno per il prestigio delle istituzioni e per l’immagine dell’Italia all’estero”.

















