Home EDITORIALI La cittadinanza onoraria di Udine a Maignan? Caro sindaco, fatti, non demagogia

La cittadinanza onoraria di Udine a Maignan? Caro sindaco, fatti, non demagogia

Prendiamo esempio da Mike Maignan, un uomo che sa il fatto suo e che difende la propria dignità con intelligenza. Non prendiamo esempio da Alberto Felice De Toni, sindaco di Udine dal 18 aprile 2023, indipendente di centro-sinistra.

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Prendiamo esempio da Mike Maignan, un uomo che sa il fatto suo e che difende la propria dignità con intelligenza. Non prendiamo esempio da Alberto Felice De Toni, sindaco di Udine dal 18 aprile 2023, indipendente di centro-sinistra. La sua presa di posizione contro i cori razzisti che hanno infangato il portiere del Milan (la curva lo ha chiamato «scimmia», ha denunciato lui stesso) è demagogica, ma non solo: ignora la forza e la lucidità con cui Maignan ha sensibilizzato sui social.

Lotta al razzismo nelle scuole!

Codesto sindaco pare preoccuparsi più dell’immagine di Udine che della gravità dei fatti: «La nostra è una città di tutti», si impunta. «Udine non è razzista e ha una lunga storia di accoglienza. Per questo ho invitato personalmente Maignan in città per realizzare insieme delle iniziative concrete dedicate ai più giovani, con il supporto di Fondazione Milan. Proporrò al consiglio comunale di conferirgli in quell’occasione anche la cittadinanza onoraria». Poi un messaggio al club rossonero, diretto all’estremo difensore della squadra, «per testimoniargli non solo la solidarietà sua e di tutta l’amministrazione, ma anche l’abbraccio simbolico di Udine e dei friulani». Caro Felice De Toni, le parole possono essere pietre oppure fuscelli: perché invece di fare bei proclami non predispone un serio, capillare e argomentato insegnamento nelle scuole su che cosa è il razzismo? Non mancano nella Storia, anche del calcio, esempi di cori che si sono tradotti in vere e proprie violenze fisiche.

Il post di Mike Maignan

È un’arringa di civiltà e di umanità, il post di Mike Maignan sul suo profilo social. Andrebbe, appunto, letto e commentato nelle aule scolastiche: 

“Non è stato il giocatore ad essere stato aggredito. È l’uomo. Il padre di famiglia. Questa non è la prima volta che mi succede. E non sono il primo a cui è successo.

Abbiamo fatto comunicati stampa, campagne pubblicitarie, protocolli e non è cambiato nulla.

Oggi un intero sistema deve assumersi le proprie responsabilità:

– Gli autori di questi atti, perché è facile agire in gruppo, nell’anonimato di una curva.

– Gli spettatori che erano in tribuna, che hanno visto tutto, che hanno sentito tutto ma che hanno scelto di tacere, sono complici.

– Il club dell’Udinese, che ha parlato solo di interruzione della partita, come se nulla fosse, è complice.

– Le autorità e la Procura, con tutto quello che sta succedendo, se non farete nulla, SARETE COMPLICI ANCHE VOI.

L’ho già detto ed è il caso di ripeterlo: non sono una VITTIMA. E voglio dire grazie al mio club AC Milan, ai miei compagni, all’arbitro, ai giocatori dell’Udinese e a tutti quelli che mi hanno mandato messaggi, che mi hanno chiamato, che mi hanno sostenuto in privato e in pubblico. Non posso rispondere a tutti ma vi vedo e siamo INSIEME.

È una lotta difficile, che richiederà tempo e coraggio. Ma è una battaglia che vinceremo”.

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