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Feltri e Azouz Marzouk danno man forte a Rosa e Olindo per la Strage di Erba

La notizia della revisione del processo per la strage di Erba riporta al centro dell'interesse un dramma che si consuma da quasi vent'anni e si arricchisce di un nuovo colpo di scena.

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La notizia della revisione del processo per la strage di Erba riporta al centro dell’interesse un dramma che si consuma da quasi vent’anni. Ora si arricchisce di un nuovo colpo di scena. Azouz Marzouk, il marito di Raffaella Castagna e del piccolo Youssef, si dichiara convinto dell’innocenza di Rosa Bazzi e Olindo Romano. I due sono stati condannati in via definitiva all’ergastolo per l’eccidio in cui ha perso la vita anche la famiglia di Marzouk.

«Trucidati da professionisti, non da due ingenui»

«Supporterò la richiesta di revisione», annuncia Azouz, «con argomenti sui quali sto lavorando con i miei legali. Non posso rivelare nulla, è una cosa su cui sto lavorando con i miei avvocati». Ma non rivela nulla fino a un certo punto: secondo lui non possono essere stati Rosa e Olindo a fare quel massacro perché «deve essere stato qualcuno di professionista. Non credo proprio che dei vicini di casa per dei litigi, per rumori, possano arrivare a cosi tanto… non lo posso neanche immaginare».

«E poi è da precisare anche come sono stati ammazzati. Non è che stiamo parlando di persone ingenue, di questi due ingenui. È stato qualcuno che sa come colpire nella gola… Tutte le vittime», sostiene riferendosi ai risultati dell’autopsia, «sono state colpite nello stesso punto, lo stesso gesto è stato usato, l’unico è Frigerio che si è salvato per miracolo, per questione di millimetri».

Primo marzo, si parte

Azouz Marzouk sarà in aula a Brescia l’1 marzo, per l’udienza in cui sarà discussa l’istanza di revisione presentata dalla difesa di Rosa e Olindo e dal sostituto procuratore generale di Milano Cuno Tarfusser. I coniugi si possono avvalere anche di un’arringa mediatica del calibro di Vittorio Feltri che, al giornale che ha fondato, Libero quotidiano, squarcia il velo su quella che considera un’irregolarità nel processo accusatorio ai Romano.

«Una confessione ridicola»

«Sono molto contento della revisione del processo», dichiara Feltri. «Le prove raccolte (che peraltro non c’erano) non potevano assolutamente incolpare due persone che hanno fatto una confessione ridicola. Perché, evidentemente, gli investigatori avevano trovato il loro punto debole. Rosa e Olindo erano smarriti di fronte a certe accuse. Siccome gli investigatori gli avevano promesso mari e monti se avessero confessato, i due, da autentici allocchi, hanno abboccato e rilasciato una confessione che, d’altro canto, non sta in piedi».

La versioni dei fatti cambiate strada facendo

«Io mi sono convinto che fossero innocenti ben prima che facessero la confessione», continua deciso Feltri. «Perché, se vi ricordate, il vecchio Mario Frigerio che è stato massacrato, ma che è riuscito a sopravvivere alla strage, quando lo hanno interrogato, disse che non era Olindo quello che l’aveva colpito e fece una descrizione contrastante con l’aspetto del signor Romano. Non lo citò neppure, eppure lui e Olindo vivevano nello stesso palazzo. Mi sono insospettito perché, dopo qualche giorno, anche Frigerio cambiò versione e dichiarò che l’aggressore era Olindo. La condanna è avvenuta su questi fatti qui».

Le vittime della Strage di Erba

L’11 dicembre 2006, in una palazzina nel centro di Erba, hanno assassinato a colpi di spranga e coltelli Raffaella Castagna, suo figlio Youssef Marzouk, la madre Paola Galli e la vicina di casa Valeria Cherubini. Il marito della Cherubini, Mario Frigerio, creduto morto dagli assassini. Ma, nonostante un fendente alla gola, si è salvato grazie a una malformazione congenita alla carotide che gli ha evitato il dissanguamento. Il 3 maggio 2011 la Corte di Cassazione confermava la sentenza di ergastolo per Rosa Bazzi e Olindo Romano. Se l’istanza di revisione dovesse essere accolta, la strage di Erba è destinata a entrare nella Storia di una serie di clamorosi errori giudiziari, dove pagano gli innocenti e mai la magistratura.

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