Sarà Myrta D’Urso o Barbara Merlino? La trasformazione ormai è compiuta! Non c’è niente da fare, la nuova tv alla Piersilvio ha creato un nuovo mostro. Pronto a imperversare sui nostri televisori ogni pomeriggio. Ricorda un po’ quelle vecchie puntate di Goldrake o di Jeeg Robot d’Acciaio dove non facevi in tempo a liberarti di un automa alieno cattivo, che ne arrivava un altro ancora peggiore. Non che la buona Myrta abbia fatto nulla di sbagliato: ha semplicemente preso definitivamente atto che, se vuole avere qualche spettatore in più, se la deve giocare con le carte di Barbie. Alla faccia di quel che ne pensa il suo capo Piersilvio che con la sua rivoluzione educata sta rischiando di mandare Mediaset a carte quarantotto.
Sarà Myrta D’Urso o Barbara Merlino?
Ma veniamo ai fatti, perché è questo che fanno i giornalisti veri che – per dirla con la mia amata Selvaggia Lucarelli – non fanno cherry picking (e neppure lezioni a pagamento senza essere iscritti all’ordine!). Ieri “Pomeriggio5”, ormai alla canna del gas e alla ricerca disperata di qualche spettatore in più, ha ricicciato para para la saga del principe di Linguaglossa che accusa la modella Tanya Yashenko di averlo raggirato per soldi. Proprio una di quelle storiaccione gossip e pecorecce che erano il cavallo di battaglia dell’era D’Ursiana. Lui ricco e nobile, rimbambito per qualche seduta di sessoterapia con la biondazza che alla fine se la sarebbe (il condizionale è d’obbligo) filata con il malloppo.
Ritorno al passato
Tutto uguale, compresi i vecchi filmati riproposti senza neppure una rinfrescata, un taglio, un aggiornamento. O anzi, no. Perché qualcosa era stato rimosso. Cosa? Ma certo l’ex conduttrice! Santa Barbarella era scomparsa come la madonna di Flavia Vento. Che fosse quello il miracolo in diretta che Myrta D’Urso, pardon Barbara Merlino, voleva farci vedere??? Per il resto la stessa solfa, gli stessi discorsi filosofeggianti, la trombata principesca passata per vero amore e la furbata della modella come il massimo della perversione. Come se non succedesse ogni giorno, come se di storie così non ce ne fossero a bizzeffe. Ma alla fin fine, non sempre il gabbato è il principe di Linguaglossa!

















