Home EDITORIALI La storia in una foto

La storia in una foto

Il premio Pictures of the Year, gestito dal Donald W. Reynolds Journalism Institute presso la Missouri School of Journalism, riserva la categoria "Team Picture Story of the Year" per "lo sforzo collaborativo di uno staff di fotografi che copre un singolo argomento o notizia".

2770

Il premio Pictures of the Year, gestito dal Donald W. Reynolds Journalism Institute presso la Missouri School of Journalism, riserva la categoria “Team Picture Story of the Year” per “lo sforzo collaborativo di uno staff di fotografi che copre un singolo argomento o notizia”. Il primo posto va a una selezione di 20 foto della guerra Israele-Hamas scattate dai reporter dell’Associated Press (AP).

La prima foto della selezione è opera di Ali Mahmoud e fissa il momento in cui il corpo della 22enne Shani Louk viene trasportato sul retro di un camion dai terroristi di Hamas, che ridono e se ne prendono gioco. La didascalia dell’Ap specifica: “I militanti palestinesi tornano nella Striscia di Gaza con il corpo di Shani Louk, una cittadina tedesco-israeliana, durante il loro attacco transfrontaliero contro Israele, sabato 7 ottobre 2023”.

Le polemiche

Postata su Instagram, la selezione di immagini è stata oggetto di polemiche. Alcuni hanno sostenuto che il fotografo e l’agenzia avessero mancato di rispetto alla vittima e alla sua famiglia, scattando foto angoscianti e vincendo un premio per averle mostrate.

In particolare, il freelance palestinese Ali Mahmud è stato in seguito accusato da Israele di essere “embedded” con Hamas e di essere stato preavvisato dell’attacco. Contro di lui una causa è in corso, anche se il reporter ha sempre negato ogni tipo di accusa.

Nissim Louk, padre di Shani, è convinto del contrario: «È positivo che la foto abbia vinto il premio, è una delle foto più importanti degli ultimi 50 anni. Queste sono alcune delle foto che plasmano la memoria umana, l’ebreo che alza le mani, i paracadutisti al Muro del Pianto, foto che simboleggiano un’epoca. Penso che sia una buona cosa usarle per informare sul futuro. Se comincio a piangere, cosa ne verrà fuori? Questa è storia. Tra 100 anni guarderanno e sapranno cosa è successo qui. Viaggio per il mondo e tutti sanno chi è Shani».

Articolo precedenteUniversità di Siena: il rettore Montanari sospende le lezioni per il fine Ramadan
Articolo successivoEcco la svolta “inclusiva” dell’Università di Trento