Il primo robot umanoide cognitivo pensato e realizzato in Italia
«Buongiorno, è un piacere incontrarla: che cosa posso fare per lei?». Ad accogliere i visitatori nella sede di «Oversonic Robotics» c’è lui, RoBee, il primo robot umanoide cognitivo pensato e realizzato in Italia.
Occhi di ghiaccio, due metri di altezza, 120 chili di peso, può sollevare fino a 5 chili per braccio; parla da vero lord e all’occorrenza sa raccontare barzellette: è la creatura nata in «Oversonic Robotics», un’azienda con sede a Villa Raverio (Besana in Brianza) che oggi dà lavoro a una sessantina di persone ed è stata inserita tra le tredici realtà più importanti al mondo.
Com’è nata l’idea
L’azienda nasce nel 2020, in piena pandemia, dall’incontro tra il fondatore e attuale presidente Fabio Puglia, laurea in Astrofisica e tanta esperienza nel campo dell’automazione, e Paolo Denti, oggi ceo, con laurea in Statistica, un master in Marketing internazionale e una lunga carriera ai vertici di grandi realtà industriali.
«Volevamo creare una macchina al servizio degli uomini» spiega Puglia, «un robot in grado di compiere quelle mansioni in ambienti ostili, potenzialmente pericolosi per la salute psico-fisica del lavoratore, insomma un robot per i lavori ripetitivi e alienanti». Dopo due anni di ricerca e prototipi, sono dieci i robot già al lavoro in altrettante industrie manifatturiere italiane: «Siamo in una fase di crescita — racconta Denti —, contiamo nella nuova sede di produrre 300 macchine all’anno e il nostro posizionamento a livello globale ci porta a pensare anche all’estero per arrivare a vendere i nostri robot agli americani prima dei grandi colossi».
Lo vuoi a casa? 140 mila euro
In vendita a 140 mila euro, ogni robot è studiato per le esigenze del cliente ed è controllato da remoto dal centro di produzione. Al momento ci sono quasi sessanta applicazioni diverse e alcuni RoBee sono allo studio anche in ambito sanitario per rapportarsi con i malati di Alzheimer, come somministratori di test cognitivi e della memoria.
In altri contesti invece il RoBee si occupa delle fasi di verniciatura dei prodotti, della movimentazione della merce, grazie all’intelligenza artificiale è in grado di prendere decisioni e implementare le catene produttive. È uno «stakanovista» che lavora anche otto ore consecutive; si ricarica in due ore e grazie al suo aspetto «umano» e le dimensioni contenute può condividere lo spazio di lavoro con gli uomini. Non solo: può anche trasformarsi in coach verificando la postura dei colleghi e suggerendo i movimenti più adeguati.
“L’abbiamo educato ad essere gentile”
«L’abbiamo educato ad essere gentile — aggiunge Puglia —, ai colleghi racconta barzellette però se sente troppe parolacce dice di non gradire il linguaggio e va in stand by». Non sorprende se nel periodico «Giro d’impresa», il presidente di Assolombarda, Alessandro Spada, abbia voluto martedì far visita a questa realtà per poterne conoscerne i fondatori: «Questa azienda dimostra quanto la tecnologia applicata all’impresa sia oggi utile non soltanto per migliorare i processi produttivi e la qualità dei prodotti, ma anche per accrescere la qualità del lavoro stesso».
Vengono ingegneri dall’Argentina, Iran e India.
Un marchio di livello come questo attrae cervelli dall’estero, non potrebbe essere altrimenti: tra i giovani ingegneri meccatronici, c’è chi viene da Argentina, Iran e India. Qui si pensa sempre al futuro: la prossima sfida è davvero «spaziale», ovvero uno speciale RoBee che sarà presentato alla Nasa: «Lo abbiamo montato su cingoli per aderire alla superficie lunare, lo stiamo bombardando di neutroni ed elettroni per testare le sue catene di comando».

















