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A Bologna multa di 42 euro per aver guidato a 39 km l’ora

Il primo cittadino bolognese a subire la sanzione per il nuovo limite di velocità, stabilito a 30 all'ora sul 90% del territorio di Bologna, è il signor Sergio Baldazzi, orefice. Gli appioppano una multa di 42 euro, ridotta a 29,40 se pagata entro cinque giorni

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Il primo cittadino di Bologna a subire la sanzione per il nuovo limite di velocità, stabilito a 30 all’ora sul 90% del territorio bolognese, è il signor Sergio Baldazzi, orefice. Gli appioppano una multa di 42 euro, ridotta a 29,40 se pagata entro cinque giorni e, solo in questo caso, senza la punizione di 5 punti decurtati dalla patente. Baldazzi non la prende bene ma mantiene un po’ di sense of humour: «Facevo i 39, considerando i 5 chilometri di tolleranza ho superato il limite di soli 4 chilometri… Che cosa penso della Città 30? Meglio non farmi parlare. E dire che ero informato. Ho anche visto il pannello con la velocità (l’infovelox, ndr), pensavo di aver superato il blocco… e invece il telelaser era pochi metri dopo: è così che si incassa. Ma vi rendete conto che è difficilissimo andare ai 30? Bisogna guardare in continuazione il contachilometri, ma così facendo si perde di vista la strada. Mi daranno il Tapiro di Striscia la Notizia. Chi mai è stato multato per andare a 39 chilometri orari?».

Quali sarebbero i benefici?

L’amministrazione comunale presenta il progetto BolognaCittà30, appena partito, spiegando quali ritiene saranno i vantaggi: “Se Bologna ha introdotto la velocità massima a 30 km/h è perché il modello di Città 30 funziona. Moltissime città in Europa e nel mondo hanno già registrato ottimi risultati mettendo in atto due misure: ridurre la velocità delle auto in ambito urbano e restituire spazio pubblico alle persone a piedi e in bicicletta. Bruxelles, Parigi, Amsterdam, Bilbao sono solo alcuni esempi di città che hanno ridotto in modo significativo gli incidenti stradali grazie all’introduzione della velocità a 30 km/h e a una ridistribuzione più equa dello spazio pubblico. A Parigi nel 2017 hanno chiuso al traffico il lungosenna e lo hanno aperto alle persone, rendendolo molto più bello, vissuto e apprezzato. L’obiettivo è rendere la vita più facile e sicura a chi non ha motivo di usare la macchina. E rendere la vita meno stressante a chi all’auto non può rinunciare. Quali sono gli effetti delle Città 30? Meno incidenti e meno dannosi, soprattutto per i cittadini vulnerabili. Si riducono inquinamento, rumore e traffico. Si preferiscono gli spostamenti a piedi, in bicicletta e con i mezzi pubblici. Gli studi condotti in diverse città hanno mostrato una ricaduta positiva generale sulla sicurezza stradale, sulla salute dei cittadini, sull’ambiente e sulla vivibilità.

Taxi drivers

Spulciando sul sito predisposto dal Comune, apprendiamo che il modello Città30 è sotto esame anche in altre città italiane. Inoltre, che è già stato adottato con esiti positivi in varie città del mondo. Dunque, tutti soddisfatti a parte l’incauto signor Baldazzi? Il quotidiano Il resto del carlino ha scelto di fare una prova sul campo, salendo sull’auto di un taxista bolognese. “Prendiamo un taxi nel cuore del centro storico di Bologna, in piazza Re Enzo, alle 13 e 10”, scrive il cronista. “Buon pomeriggio, dovrei andare in piazza dell’Unità”. Un tragitto che, di norma, non richiede più di 5-10 minuti. “Va bene. Si prepari, però, che qui c’è la ‘Città 30: è come fare le scale con una gamba sola, un passo alla volta”. Il tassista, “ben 28 anni di esperienza alle spalle”, non si perde d’animo e parte sfrecciando a 30 chilometri orari (si fa per dire): l’obiettivo del reportage è di capire sul campo come le nuove leggi influiscano su un servizio per i cittadini. “Lo dico a molti clienti: dall’altro giorno, per ogni tratta, bisogna aggiungere almeno 10 minuti di percorrenza, lamenta il tassista. “E molti si spazientiscono: c’è frenesia, poca tolleranza”.

Ma le tariffe restano le stesse?

Nessun riferimento, in questo resoconto, all’aumento o meno delle tariffe per prendere un taxi a Bologna. Tantomeno vi fa cenno il tassista in questione. Eppure sarebbe importante esserne edotti, oltretutto per prepararsi, in tutte le altre città italiane coinvolte nel progetto Città30, a eventuali salassi per salire su un’auto bianca. Il biglietto per i mezzi pubblici non cambia di prezzo e, quindi, chi li usa deve fare i conti solo su tempi di percorrenza più lunghi per andare al lavoro. E chi invece va in taxi? Mistero. Fateci sapere.

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