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Tristezza, per favore vai via

Oggi è il “Blue Monday”, il giorno più triste dell'anno: sarà vero?

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Il ruolo dei media nella cultura di massa talvolta (anzi, spesso) è deleterio. L’ultima trovata di chissà quale genio è il Blue Monday, inteso come il giorno più triste dell’anno, che ricorrebbe oggi, lunedì 15 gennaio 2024. Abbiamo fatto colazione, magari ci scappa un secondo caffè e siamo pronti ad affrontare il muro del pianto, corredati di decine di fazzolettini.

Psicologia o business?

«Dopo la fine delle feste natalizie, così come in autunno, registriamo un’impennata di richieste di aiuto allo psicologo», ci rende edotti David Lazzari, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi. «Può esserci il rischio della cosiddetta “depressione stagionale”: per prima cosa è importante essere coscienti di questo malessere, la consapevolezza è già un primo passo. Nei casi più gravi, è necessario chiedere aiuto. Non siamo macchine e risentiamo dei cambiamenti, non solo climatici. Poi dobbiamo capire cosa ci fa stare meglio per contrastare questo senso di tristezza: per alcuni può bastare un film al cinema o uno spettacolo a teatro, per altri è benefico stare con gli amici o praticare uno sport all’aperto. Se invece non riusciamo, è bene rivolgersi a uno specialista».

Saluti e baci dall’emisfero boreale

Interviene quindi, deciso e preciso, Claudio Mencacci, presidente della Società italiana di neuropsicofarmacologia: «C’è una base biologica legata alla luce, alle temperature e al fatto che la depressione, insieme ad altre patologie psichiche, ha un andamento stagionale. Nell’emisfero boreale il fotoperiodo, ovvero la durata dell’illuminazione giornaliera, è più basso, quindi la quantità e la durata della luce a cui siamo esposti è minore. Questi ritmi luce/oscurità sono importanti per l’equilibrio della nostra psiche. Si fanno anche i conti con le spese che abbiamo sostenuto durante le festività e, all’inizio dell’anno le finanze, possono risultare un po’ più complicate del solito. Ma è anche un periodo in cui può comparire la depressione vera e propria: più si sale a Nord, più il disagio si fa sentire (soprattutto tra le donne), in una popolazione tendenzialmente sopra i 35-40 anni, con sintomi anche un po’ atipici come per esempio la propensione a dormire o mangiare di più. C’è il rischio di entrare in un circolo vizioso, con un comportamento alimentare che spinge a una fame di carboidrati e il conseguente aumento di peso corporeo».

Luxuria non ci sta

«Non sono meteoropatica e non credo all’oroscopo», liquida la questione Luxuria. «Figuriamoci al blue monday. La tristezza non dipende da un giorno e non può essere istituzionalizzata. Il giorno più triste è quando si ricevono brutte notizie e magari si potesse prevedere. Così sarebbe facile: basterebbe dormire per ventiquattro ore». Altrettanto scettica Barbara Palombelli: «A gennaio sono sempre di buon umore. Vado in controtendenza. Adoro gennaio e febbraio perché a Roma sono i mesi senza traffico, senza caos e quindi io sono sempre di buon umore. Non amo tanto il periodo delle feste e, quindi, quando finalmente la Befana porta via tutto io respiro, godo, vado al parco, vado nei negozi, ci sono i saldi. E’ tutto tranquillo e Roma diventa meravigliosa».

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