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Tutti i segreti della famiglia Agnelli. Nella lista anche le loro proprietà artistiche: cosa nascondono?!?

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In una decisione inaspettata, il Tribunale Amministrativo del Lazio ha sospeso il provvedimento che avrebbe reso pubblico l’elenco delle opere d’arte appartenenti alla famiglia Agnelli e registrate presso il Ministero della Cultura. Il motivo? Tutelare la privacy degli eredi! Ovviamente…

Cosa è successo?

La richiesta di consultazione è stata avanzata da Manuele Bonaccorsi, giornalista di Report, utilizzando l’accesso civico generalizzato. Tuttavia, i giudici amministrativi hanno accolto il ricorso presentato dai tre nipoti di Gianni Agnelli, John, Lapo e Ginevra Elkann.

La sentenza

La sentenza si basa sulla tutela della riservatezza degli interessati. Infatti la richiesta aveva come scopo il possibile utilizzo dei dati per la creazione di un servizio televisivo.


Cosa dice la legge a tal proposito?

Secondo il Tribunale, la legge stessa ha definito quelli che sono i limiti precisi e le condizioni per la divulgazione al pubblico dei dati detenuti dal Ministero della Cultura.

Il legislatore infatti ha stabilito restrizioni generali alla consultazione delle informazioni sui beni culturali, privilegiando la sicurezza dei beni e la riservatezza dei proprietari.

Le opere rimarranno top secret

Così hanno vinto come al solito i potenti, in quanto la valutazione del Ministero sulla richiesta è stata considerata non appropriata, portando alla vittoria il ricorso dei tre nipoti e all’annullamento del provvedimento del Ministero.

Cosa nasconde il patrimonio artistico degli Agnelli?

La collezione della famiglia Agnelli, comprendente 636 opere, risulta parzialmente nota agli uffici ministeriali, con dipinti di artisti come Giacomo Balla, Giorgio De Chirico, Francis Bacon, Claude Monet e Jean-Léon Gérome. Si suppone che alcune opere siano conservate in un freeport in Svizzera, dove le autorità hanno cercato di accedere nel 2022 senza alcun risultato concreto.

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