
Luigi Mangione si dichiara innocente, sebbene le prove a suo carico raccolte nelle indagini sull’omicidio di Brian Thompson appaiano schiaccianti. Rilevate le sue impronte sulla pistola usata per sparare alla schiena al top manager, così come su una barretta Kind e su una bottiglietta d’acqua.
E anche sulle tre pallottole con le parole “Deny, Defend, Depose” (negare, difendere, deporre), che si apprende essere la formula adottata dalle assicurazioni per negare i rimborsi ai pazienti.
Mangione è chiuso in isolamento e sorvegliato a vista nel carcere statale di Huntington in Pennsylvania; contesta l’estradizione e il suo avvocato Tom Dickey oppone ferma resistenza, sostenendo di «non aver visto prove» che dimostrino la responsabilità del suo assistito nel delitto del 4 dicembre a Manhattan.
Ma ci sarebbero i contenuti di un taccuino rilegato a spirale dove il ragazzo prefigurava i suoi piani: “Colpisci il ceo all’annuale convention parassitica dei contabili ossessionati dai numeri. È mirato, preciso e non mette a rischio innocenti“, riporta il New York Times.
Wanted
Intanto a Manhattan sono comparsi poster in stile “wanted” con i volti di Ceo delle mutue private, nello specifico anche quello di Thompson con una X sulla faccia. Girerebbe in rete una “lista di bersagli” e la polizia si allerta per una minaccia “a breve termine”, stando in guardia da eventuali emuli dell’assassino.
Confermando il fenomeno di isteria collettiva che tocca una parte degli americani, che vedono Mangione come un “eroe”, Dickey ha detto che il suo ufficio sta ricevendo offerte di gente pronta a contribuire alle spese legali. La famiglia del ragazzo finora si è limitata a dirsi «devastata e scioccata»
La “manosfera”
Si spulciano inoltre le varie letture del brillante studente della prestigiosa UPenn di Filadelfia: oltre all’Unabomber e a teorici della “manosfera” come Jordan Peterson, l’accademico canadese che accusa la società di aver emarginato i giovani, nel manifesto ci sono riferimenti al regista Michael Moore e alla giornalista del New York Times Elisabeth Rosenthal, citati come persone che “hanno gettato luce sulla corruzione e l’avidità” dell’industria della salute.
Si scopre che in famiglia ne aveva un esempio: il nonno Nick, partito dal nulla, si era arricchito con una rete di case di riposo private e appartamenti per anziani.
















