Home CRONACA Joe Biden è giovane, energetico e bello

Joe Biden è giovane, energetico e bello

La batosta al Super Tuesday, giorno semidecisivo per le Primarie Usa, ha piegato ma non spezzato Joe Biden. Donald Trump ha stravinto e la corsa alle elezioni presidenziali di novembre è, per l'attuale inquilino della Casa Bianca, accidentata e problematica. Ma il vecchio Joe non si perde d'animo e rintuzza la principale critica mossagli negli ultimi mesi: l'età avanzata e una conseguente presunta fragilità.

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La batosta al Super Tuesday, giorno semi decisivo per le Primarie Usa, ha piegato ma non spezzato Joe Biden. Donald Trump ha stravinto e la corsa alle elezioni presidenziali di novembre è, per l’attuale inquilino della Casa Bianca, accidentata e problematica. Ma il vecchio Joe non si perde d’animo e rintuzza la principale critica mossagli negli ultimi mesi: l’età avanzata e una conseguente presunta fragilità.

Biden e la sua ironia

Biden prova a rovesciare la questione ricorrendo all’ironia e a uno spot tv. «Non sono un ragazzo giovane. Non è un segreto», scherza. «Ma il punto è questo: capisco come fare le cose per il popolo americano». Un video di un minuto dove, sorridente, sostiene di aver tenuto la barra a dritta durante la pandemia, di aver irrobustito l’economia degli Stati Uniti e altro, alludendo quelli che ritiene i fallimenti di Donald Trump. «Sono molto giovane, energetico e bello, perché diavolo sto facendo tutto questo?», domanda al termine del clippino Biden in una specie di fuorionda.

È la risposta di Biden a un altro spot di The Donald, dove viene mostrato balbettante, mentre scivola e cade sugli scalini che portano all’Air Force One. Accompagnato dallo stile da uccello del malaugurio tipico di Trump: «Se vincerà, può sopravvivere fino al 2029? Ma la domanda vera è: noi possiamo?».

Rattrista rilevare che il duello alle urne più importante del mondo si riduca a scaramucce sull’età. Nello scacchiere geopolitico i dilemmi sono ben altri. L’ostilità congenita di Trump alla Nato, in una fase non certo destinata a esaurirsi da qui a novembre, con due crisi della portata dell’Ucraina e della striscia di Gaza.

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