Home RUBRICHE Sulle orme di Stefano De Martino: il suo nome d’arte è Deezy305...

Sulle orme di Stefano De Martino: il suo nome d’arte è Deezy305 e fa faville a Miami

Nel mondo dello spettacolo, molti giovani talenti iniziano la propria carriera immergendosi in un universo variegato di moda, ballo e canto, solo per poi scoprire la loro vera vocazione. In Italia, numerosi ragazzi hanno dato il via alla loro avventura artistica grazie a talent show di grande risonanza come Amici e X Factor, che sono serviti da trampolino di lancio verso il successo nel sistema televisivo nazionale. 

Nel mondo dello spettacolo, molti giovani talenti iniziano la propria carriera immergendosi in un universo variegato di moda, ballo e canto, solo per poi scoprire la loro vera vocazione. In Italia, numerosi ragazzi hanno dato il via alla loro avventura artistica grazie a talent show di grande risonanza come Amici e X Factor, che sono serviti da trampolino di lancio verso il successo nel sistema televisivo nazionale. 

Un caso esemplare di questa evoluzione è rappresentato da Stefano De Martino, originariamente noto come ballerino di Amici e poi diventato una figura di spicco nel panorama televisivo italiano, grazie anche al suo matrimonio con Belen Rodriguez. La sua ascesa costante lo ha portato a ottenere ruoli di conduzione in programmi Rai e, addirittura, a suscitare indiscrezioni riguardo una possibile conduzione del prossimo Festival di Sanremo, un traguardo ambizioso che testimonia il suo percorso di successo.

L’intervista a Dario D’Alessio in arte “Deezy305”

Parallelamente, emerge un’altra storia intrigante nel panorama dello spettacolo italiano: quella di Dario D’Alessio, giovane showman classe 1992, che ha deciso di portare avanti la sua carriera artistica negli Stati Uniti, precisamente a Miami. Dario D’Alessio ha conquistato un crescente successo nel mondo del rap e della danza, rappresentando un esempio di talento italiano che si espande oltre i confini nazionali, proiettando il proprio nome in un contesto internazionale. La sua audace scelta di cercare opportunità oltre oceano evidenzia la globalizzazione del mondo dell’intrattenimento e il desiderio dei giovani artisti di lasciare il proprio segno su scenari diversi e stimolanti.

1- Parteciperesti a Sanremo? Se ti proponessero un’opportunità da conduttore metteresti da parte musica e ballo per far decollare la tua carriera? 

“Pur non prediligendo la lingua italiana nei miei brani, se mi venisse offerta l’opportunità di partecipare a una manifestazione così importante, potrei accettare. Sarebbe un bel passo per la mia carriera. A Miami se piaci al pubblico c’è molto mercato, basta solo avere le giuste connessioni”. 

2- Chi è Dario D’Alessio?

“Sono nato a PoggiBonsi in provincia di Siena. Ho vissuto in Toscana fino all’età di 7 anni e poi mi sono trasferito a Riccione con mia mamma. Ho studiato pedagogia e poi ho continuato gli studi in Economia e commercio anche se non ho concluso il percorso universitario perché ho preferito seguire la mia vocazione artistica”. 

3- Come nasce l’artista Deezy305?

Deezy 305 è un soprannome che mi hanno dato qui a Miami già tempo fa quando venivo in vacanza. 305 rappresenta l’area di Miami Beach, quindi coloro che vivono in questa zona vengono etichettate spesso con questo numero.

4- Come mai ti sei trasferito a Miami?

“Mi sono trasferito a Miami perché mi piace molto la mentalità e penso ci siano più opportunità per il mio business musicale rispetto all’Italia. Qui le persone sono molto più solari e aperte”. 

5- Quando è iniziata la tua passione per la musica e per il mondo dello spettacolo?

“Ho iniziato a ballare all’età di 15 anni. Mio padre era un dj quindi sono cresciuto nel mondo della musica e della notte. Dopo la mia formazione in varie accademie di danza ho iniziato a collaborare e a ballare in campagne pubblicitarie di brand sportivi come Adidas, Puma e Nike”.

6- Qual’è stata la tua formazione artistica?

“Ho frequentato dal 2007 al 2009 la Nuova Accademia a Cattolica (RN), poi da 2010 al 2013 ho ballato a Firenze all’Opus Ballet. In seguito tra il 2014 e il 2015 mi sono spostato a Pisa alla Sponky Style Accademy. Dal 2019 al 2020, dopo essermi trasferito a Miami, sono entrato a far parte della Miami Heat. Dal 2021 fino ad oggi collaboro con Show Stopper Studio“.

7-  Pensi mai di tornare in Italia?

“Spesso. Dipende dalle opportunità lavorative che si presentano. Ho una figlia in Italia, quindi torno frequentemente”. 

8- Che genere di musica fai?

“Ora faccio R&B e hip hop ma ho iniziato con il reggaeton cantando in spagnolo. Da due anni faccio solo i primi due generi in lingua inglese”. 

9- Come mai ti sei avvicinato alla cultura hip hop?

“Mi piaceva già quando vivevo in Italia. Mi sono avvicinato a questa musica ballando e dopo di ché ho deciso di iniziare anche a cantare scrivendo le mie canzoni. Mi sono totalmente lanciato nel mondo dell’arte in quanto musica e danza viaggiano insieme”. 

10- Noti una differenza sostanziale tra l’hip hop italiano e quello americano? 

“La vera cultura hip hop è nata qui in America. L’Italia cerca di imitarla ricreando il modo di vivere, la musica, l’abbigliamento e le emozioni. Il pop però è un atteggiamento, è un’arte americana”. 

11- Tre nomi italiani di artisti che segui? Il tuo artista preferito? Con quale artista internazionale collaboreresti? 

“Mi piace la vecchia scuola rappresentata dai rapper come Guè Pequeno, Marracash ed Emis Killa. Per quanto riguarda la nuova scuola seguo molto Sfera Ebbasta. Il mio artista preferito però rimane Chris Brown. Se dovessi scegliere un’artista per una collaborazione musicale importante sceglierei Tyga. 

12- Cosa pensi dei rapper italiani e della guerra tra gang come quella recente tra Shiva e Rondo da Sosa finita in una sparatoria? Anche in America i testi delle canzoni si riversano nella vita reale creando situazioni di criminalità e pericolo?

“La maggior parte dei testi americani trattano gli stessi argomenti: violenza, sesso, armi e droga. Sono canzoni che vengono interpretate da artisti che arrivano davvero dalla strada e hanno sperimentato sulla loro pelle queste situazioni al limite. Anche qui manifestare questo tipo di messaggi può essere nocivo per le nuove generazioni che a volte associano questa visione distorta della realtà al proprio immaginario. Anche a Miami ci sono spesso scandali a causa dei testi eccessivamente espliciti”. 

13- A Miami la concorrenza è spietata come in Italia?

“Essendoci molte opportunità e molte persone ci sono molte probabilità di emergere e di far conoscere la propria musica grazie anche a una mentalità molto aperta. Sono qui da cinque anni e ho lavorato tanto, a volte ho anche la possibilità di cantare a Los Angeles. Ho partecipato anche ad alcune competizioni musicali a Miami”. 

14- Perché hai lasciato l’Italia?

“Cantando in spagnolo è stato più facile lavorare in un paese in cui si parla questa lingua. Non canto in italiano e i risultati sarebbero stati sicuramente pessimi se fossi rimasto. Pur non avendo un manager e avendo fatto tutto da solo, sono stato molto fortunato. Ho dei numeri molto buoni nelle visualizzazioni dei miei video. Mi ha aiutato molto collaborare con alcuni club di Miami in cui mettono la mia musica. Ho fatto molti contatti e la mia musica adesso gira. In realtà è stato semplice e grazie anche ai miei 105 mila followers sono riuscito a farmi conoscere anche oltre oceano. Lavorando in un night club famoso di Miami ho il mio seguito ed ogni sera conosco nuove persone. Ho anche una mia playlist su Spotify”. 

15- Chi scrive i tuoi testi? Come hai imparato lo spagnolo?

“All’inizio li scrivevo io, ora se ne occupa il mio produttore e io metto solo la voce. I temi sono svariati. Mi piace parlare di amore ma anche di attualità. Ho imparato la lingua spagnola grazie alla compagna latina di mio padre e guardando i film in lingua originale. Inoltre la mia ex e mia moglie sono di Santo Domingo quindi è stato facile familiarizzare con lo spagnolo”. 

ASCOLTA LA SUA MUSICA SUL CANALE SPOTIFY

Guarda la gallery di Dario D’Alessio – Deezy 305

Articolo precedenteIl ministro Nordio dà il via libera alle limitazioni dei sequestri di telefonini
Articolo successivoArrestata l’ex direttrice del carcere di Siano