Home CRONACA Il caso di Aldo Moro, oggi più che mai un mistero

Il caso di Aldo Moro, oggi più che mai un mistero

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Il 9 maggio 1978 il cadavere di Aldo Moro viene trovato nel bagagliaio di una Renault 4 rossa, parcheggiata in via Caetani a Roma, in pieno centro. Era vicina sia alla sede della Dc sia a quella del Pci. Era stato sequestrato dalle Brigate Rosse il 16 marzo precedente, in un agguato all’auto su cui viaggiava in via Fani. Costò la vita ai cinque uomini di scorta.

Gli anni di piombo

L’assassinio dell’allora presidente della Democrazia Cristiana, già primo Ministro per due mandati, è l’apice di una stagione passata alla Storia come gli “Anni di piombo”. Esplosi nel 1977, lasciarono sul terreno molti morti e stravolsero completamente la vita politica italiana, con ripercussioni anche internazionali. È uno dei risvolti presi in considerazione dalla trasmissione Report di Sigfrido Ranucci, in onda su Rai3, in una puntata incentrata sulla prigionia e la tragica fine di Moro.

Il segreto tenuto nascosto da Cossiga su Aldo Moro

Scopriamo che il telefono di Francesco Cossiga, al tempo ministro degli Interni, squillò la mattina del 9 maggio. Molto prima della chiamata con cui le Br annunciarono la morte di Moro. Lo racconta Claudio Signorile, numero due del Partito socialista nel momento del rapimento. «Si accende il cicalino e dal cicalino la voce. Due messaggi. Il primo: la macchina rossa eccetera dentro, poi il secondo dopo qualche minuto: la nota personalità, linguaggio burocratico del ministero degli Interni, per personalità si tratta eccetera, eccetera a quel punto mi dice mi devo dimettere e io dico, fai bene. Ci abbracciamo».

La Dc squassata

«A metà mattinata», commenta Ranucci, «salta quindi con un inquietante tempismo la direzione della Dc, che avrebbe dovuto riaprire la trattativa per la liberazione di Moro. Una macabra sceneggiatura che testimonia il macroscopico vuoto di verità che ancora pesa come un macigno su questa tragedia». Quindi lo scoop di Report: il ruolo dei servizi segreti inglesi, che aprirebbe l’ipotesi di un “pilotaggio” esterno delle Br. «Io quello che pensavo, che sapevo, era che questa continua presenza, che soprattutto nell’ultimo periodo era diventata quasi ossessiva, dei servizi inglesi», conferma Signorile.

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